Giovedì 14 Dicembre 2017

Chiesa Arcipretale

Luoghi di interesse

Miane


La Chiesa e’ stata realizzata dal 1874 al 1878 dall’architetto G. Segusini di Feltre e ing. G.B. Dall'Armi di Montebelluna. Essa costituisce il monumento della insigne munificenza del Vescovo di Ceneda mons. Sigismondo Co. Brandolini Rota, che fu Arciprete di Miane dal 1967 al 1878. Iniziata nel 1874 su disegno del celebre architetto G. Segusini di Feltre, fu proseguita dal 1876 sotto la direzione dell'ing. G.B. Dall'Armi di Monebelluna in seguito alla morte del Segusini. Completata nel 1878 la Chiesa venne consacrata l'anno dopo dallo stesso fondatore mons. Brandolini, divenuto nel frattempo Vescovo.

Descrizione
L'alta facciata, culminante i tre timpani, a mezzo cerchio è ornata di un elegante portale sopra il quale spicca una lapide, fregiata ai lati dal simbolo del sacerdozio e dell'episcopato, a ricordo del suo fondatore. L'interno è ad una sola navata, con quattro cappelle laterali; sull'unica volta, a guisa di ali, si aprono le vele slanciate, accoppiate a quattro finestroni e a due trifore. L'altar maggiore è creazione della ditta Zanette di Vittorio Veneto.Il tabernacolo è vegliato da due graziosi angeli adoranti, che portano la firma di Luigi Bianchi da Follina, ma molti intravedono anche la mano del suo maestro lo scultore Marco Casagrande.

Il quadro della Natività, dietro l'altare, secondo la testimonianza dell'arciprete Bartolini Grazia (1847) è opera disegnata dal Piazzetta ed eseguita a Venezia dal Dall'Oglio, suo discepolo. I bassorilievi in bronzo dell'altar maggiore, inaugurati nel 1981, sono opera di Carlo Balljana. Sopra gli ingressi delle sacrestie spiccano due grandi quadri provenienti dalla vecchia chiesa: la Natività della Madonna e la Purificazione della Beata Vergine, opera quest'ultima del Bellucci di Soligo. Sulle pareti del Coro altre due tele di autore ignoto, una presentazione al Tempio ed un Vescovo in processione. La Pala dell'Altare di San Pietro è ancora un dipinto attribuito al Dall'Oglio e rappresenta al consegna delle Chiavi del Regno. L'altare di Sant'Antonio presenta una pregiata ancona lignea (1650 circa) con i Santi Antonio, Valentino e Lorenzo. Quest'ultimo patrono secondario della Parrocchia. La Cappella del Rosario, infine custodisce l'immagine della Madonna pellegrina, dedicata agli emigranti, uscita da un laboratorio della Valgardena. L'organo è opera di Gaetano Callido.

Note
Davanti alla Chiesa precedentemente restaurato vi si trova il Campanile, che anticamente, era una torre di vedetta risalente al 1400 facente parte di un sistema difensivo e di controllo sulla Vallata. Durante i restauri è stato possibile prendere visione di antiche fondamenta in sassi.